martedì 23 novembre 2010

Il ritorno

Vorrei che ritornasse la solidarietà tra le persone
Vorrei che ritornasse il contatto con la natura, con la terra
Vorrei che ritornasse la saggezza tra gli anziani
Vorrei che ritornassero i giovani impegnati nella conquista dell'eguaglianza sociale
Vorrei che ritornasse l'interesse verso l'arte
Vorrei che ritornassero i mecenati interessati a sostenere gli artisti
Vorrei che ritornasse la possibilità di incontrarsi per le strade, per confrontarsi, per crescere
Vorrei che ritornasse la semplicità con cui si viveva la vita
Vorrei che ritornasse la possibilità di fare le cose per passione e non per costrizione
Vorrei che ritornasse la capacità di ribellarsi quando si attenta alla dignità dell'uomo
Vorrei che ritornasse la purezza primordiale di questo pianeta
Vorrei che ritornasse la libertà se è mai esistita

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lunedì 15 novembre 2010

Macchie

Quello che siamo è ancora ignoto
come macchie colorate
ci muoviamo sulle strade
alimentati da un illuso scopo
occhi smarriti corpi cadenti
appiccicati da sentimenti
apparenti domatori
domati in frustrazioni
ci rifugiamo in pensieri silenti
come rapiti dalle nostre menti
perduti nei suoi labirinti
sguardi immobili e distanti
abbiamo eretto templi, scavato il mondo
inventando trappole per finirci dentro
privato le parole del loro valore
facendo un uso abusivo di tutto il reale
usiamo ricorrenze spesso insensate
come valvole di sfogo calibrate
marciamo sicuri e a grandi passi
diretti lontano da noi stessi


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martedì 2 novembre 2010

Arte

Come è facile sentirsi un'artista
imbracciare una chitarra di valore
suonare accordi con precisione
cantare con una giusta intonazione
ma a mio parere l'arte è tutto un altro affare
l'arte è quell' inarrestabile spinta interiore 
che fa partorire piccole perle lucentissime, vive
che scuotono l'anima delle persone
e che le risvegliano dal loro torpore 

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domenica 31 ottobre 2010

Nel cuore della terra

Singhiozzando questo viaggio mi porta fino a sera,
come un sole intermittente in un cielo aggredito dal cemento
le parole diventano rumore e la confusione diventa silenzio nella mente
e così i pensieri non trovano un attracco ed i sogni colano giù a picco
la mia immagine si sveste di qualsiasi emozione
per un misto di pudore e di discrezione
ma appena trovo un’occasione concedo spazio a quel che sono
ma questa vita più si allunga più me ne offre meno
è la gente che ha paura di aprirsi ad esplorare
resta chiusa nel proprio orto e di allargarlo non ha la minima intenzione
per questo se lo invadi poi si sente soffocare
perché non ha modo per poterti ospitare
con i piedi i nudi mi incammino nel cuore della terra
con i vecchi compagni al mio fianco e che sembrano lì in eterno
so che presto regalerò a me stesso quello di cui ho bisogno
la vita non è più quella di prima, la sua percezione ora è nitida e serena

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venerdì 8 ottobre 2010

Lontano

Come sempre lontano dai giri comuni
di incontri, riunioni
resto in disparte mentre tutti si danno da fare
per mettersi in mostra, per comunicare
del resto so che questo è il mio ruolo
la mia condanna quando resto da solo
ma non riesco a svestirmi dei panni che indosso,
mi sentirei nudo fino all'osso
colgo poche occasioni per essere libero
o per scoprire il mio animo
rassegnato più di un ergastolano
non esiste chiave che mi possa liberare
nella mia mente carta vetro il mondo si muove lentamente
gratta la superficie della gente
negli abissi delle parole trovo luce
ma non ho chiaro ancora dove questa conduce
ma ci provo comunque a fare chiarezza
nell'atomo di universo che mi attraversa
e come un bambino o come le persone curiose
mi domando sempre il perchè delle cose
ho il dono abilissimo di non farmi notare
e molto spesso ho il dubbio di sbagliare mestiere
ma è la tragedia di ogni mente speciale
avere un'anima d'oro e non farla apprezzare


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lunedì 27 settembre 2010

Sono impreparato

Sono impreparato davanti ai sogni che faccio
sono impreparato quando mi chiedi un abbraccio
sono impreparato per le risposte che non trovo
o quando chi sbaglia mi dice perdono

sono impreparato insoddisfatto per quello che vivo

sono impreparato perchè a volte non ne ho motivo
sono impreparato per i problemi che ammazzano la gente
sono impreparato per quelli che mi creo nella mente

sono impreparato se uno sguardo mi vuole parlare

sono impreparato non sono sicuro di sapere amare
sono impreparato non so gestire le mie conquiste
sono impreparato perchè non so sorridere alle sviste

sono impreparato per le parole che dovrei usare

sono impreparato e passo il tempo a meditare
sono impreparato per la paura che ho di fare errori
sono impreparato perchè si impara poco quando si pensa da soli

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mercoledì 22 settembre 2010

Figlio delle luci dell’alba

Sono figlio delle luci dell’alba
quando il blu della notte é un colore sbiadito
quando le cose prendono forma
e le città si mettono in moto

in quegli istanti mi muovo inquieto

serpeggiando tra i miei desideri
cercandone forse il segreto
la chiave che di colpo li avveri

nonostante il disegno studiato

il reale sfibra il mio piano
così anche il suo risultato
come un pesce mi scappa di mano

bestemmio rabbioso, mi aggrappo al signore

per domani l’altro conservo la vita
nell’attesa di un’altra occasione
nascondo al mondo la mia ferita

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La merda intorno

A poco a poco intorno è comparso il letame
e sembrava assurdo per me continuare
così ho tentato uno slancio nel cielo
dove la puzza si sentisse di meno
ma non trovando appigli per questo mio volo
sono caduto nel pantano di nuovo
sporco e schifato peggio di prima
e non avendo un rimedio né una medicina
mi sono aperto un varco in questa laguna
e ora procedo senza nausea alcuna
…meglio andare tra la merda a testa alta
che sbatterci dentro ogni giorno la faccia.

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sabato 24 luglio 2010

Stranieri del mondo

Gli intrighi e le manovre di speculazione degli uomini del '900 hanno avvelenato i tempi, alterato la naturale percezione delle cose, modificando per sempre la realtà sensibile; quei criminosi affari hanno gettato una luce di timore nei cuori delle persone, privandole per sempre della fiducia verso gli altri.
La mia generazione è cresciuta con un velo sugli occhi, e solo pochi sono riusciti a scoprirli, e per questo si sentono da un lato dei privilegiati, dall’altro dei solitari, quasi degli stranieri del mondo.
L’ambizione costoro è quella di inaugurare una nuova era, fatta di naturalezza e umanità. Anche se non ho mai parlato con loro sono sicuro che il loro sentire è uguale al mio, che le loro aspettative sono quelle che ho descritto.
C’è un abbraccio spirituale e morale che unisce le nostre esperienze esistenziali.

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mercoledì 23 giugno 2010

La mia imperfezione

Sono fiero della mia imperfezione
degli spigoli acuti del mio pensare
che non si possono incastrare
negli ingranaggi della società occidentale
sono fiero del fatto che ho tanto da conquistare
e che non si soddisferà salendo su un altare
o comprando una casa dove andare ad abitare
sono fiero che ho ancora molto da imparare
ma che sono sulla giusta via per poterlo fare
sono fiero di aver perso tante volte la direzione
perché alla fine è stato costruttivo anche vagare
sono fiero della mia ambizione
perché malgrado il mondo è ancora pura e salutare
vado fiero di ogni successo personale
come delle mille sconfitte che ho dovuto affrontare
sono fiero della mia imperfezione
tanto quanto lo sono gli altri della loro realizzazione


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sabato 23 gennaio 2010

Riconoscenza al mondo

Ringrazio il sole che mi dona i suoi raggi
ringrazio l’acqua perché sa dissetarmi
ringrazio il vento che asciuga i miei panni
ringrazio il cielo perché sa ispirarmi
ringrazio il fuoco che mi scalda gli inverni
ringrazio i frutti perché posso mangiarli
ringrazio la pioggia che nutre le piante
ringrazio la terra perché sa sostenerle
ringrazio tutto quello che il mondo mi offre e lo benedico
chi assassina queste fortune per me è soltanto un ingrato


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martedì 12 gennaio 2010

Rumori

Rumori di secchi vuoti che si scontrano con l’asfalto
rumori di sedie trascinate sul pavimento del piano di sopra
rumori di topi che rosicchiano le pietre nel muro di casa
rumori elettrici che ronzano da impianti scadenti
rumori di stomaci vuoti e di stomaci pieni
rumori di cancelli che si chiudono e di chiavi che aprono
rumori del vetro dei bicchieri che tintinnano in cucina
rumori di auto che passano da un orecchio all’altro come in stereofonia
rumori di sveglie che suonano ripetutamente fino a quando la noia cede al fastidio
rumori delle fontane condominiali che schizzano l’acqua fino a colmare taniche ingiallite
rumori indistinguibili, rumori indefinibili a distanze incomprensibili
rumori del legno che si assesta e che schiocca
rumori che nascondono rumori
rumori di tacchi e di suole, pesanti e anche un po’ ritmati
rumori di ante che sbattono, di persiane che calano
rumori nella mente che nessuno può percepire
c’è una folla di rumori che si mescolano e diventano tutt’uno
fino a generare uno strabiliante, un selvaggio frastuono.


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mercoledì 9 dicembre 2009

Coscienze celate

Jaila non aveva un che da perdere o da lasciare
un cuore duro da criminale
ma ha parlato troppo si è mosso male
e ora non sa più che vive a fare

nato in un crepuscolo antico
Vito è imprigionato nel riflesso di un tempo passato
ha sepolto la moglie e sparato al suo cane
e in fondo si chiede perchè tira a campare

era una grande speranza la sua intelligenza
scorreva liscio verso il suo avvenire
fino a quando ha dovuto reagire
un gesto d’istinto un colpo fatale
Michele è sceso dal mondo alla prima stazione

il suo sguardo era vivo di un colore assai chiaro
era libero e bello come un animale
figlio di uno stupido mondo che ci vuole in catene
Mario ha distrutto i sogni di chi non ha saputo amare
e si sente punito da Dio in modo esemplare

Antonio era il migliore nel suo mestiere
la sua fatica apprezzata e pagata bene
ma ha chinato il capo ad un altro padrone
una bocca di vetro ora è il suo cannocchiale
e al di là di questa notte non sa che guardare

delle tante promesse fatte sopra all’altare
le ha assicurato solo il dolore
ma il denaro non riempie il vuoto nel cuore
Giorgio ha capito che è stato un errore
ma è una cosa a cui non può più rimediare
e ora raccoglie gocce di vita dal suo continuo morire.


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giovedì 3 dicembre 2009

La mia rivoluzione

In una pigra solitudine ho trascinato le ruote cigolanti del mio carro
conservando il mio scudo d'oro al sicuro da occhi infidi dal cuore bugiardo
l'ho tenuto al riparo per paura che mani lerce potessero intaccarlo
ho resistito bruciando buona parte dei fiammiferi in un freddo riservo

c'era in me un' inspiegabile consapevolezza che questo fosse sufficiente
ma la prudenza che ti salva, ti toglie l'occasione di essere presente
è un dolore enorme sapere di essere qualcosa per le tue rinunce
ma la lezione io non riesco a impararla, forse perchè ce n'è un'altra che mi riguarda

annichilito dall' incuranza che ho ancora per me stesso in ogni attimo pensante
vorrei uccidere quel che sono ma non ho il coraggio di fare niente
quello che cercavo l'ho trovato e non è roba da poco
però come sempre guardando indietro mi chiedo quanto ho sbagliato

ma quanto è inutile tirare le somme se la corsa non è ancora finita
schiavo di vincoli temporali aggrovigliato in queste torture mentali
ragiono e deliro come un mentecatto
di quello che ero e che sono resto sempre insodisfatto

e tra le tante domande solo una risposta ne ho trovata
quando mi è accaduta una cosa inaspettata
nel momento in cui avevo ceduto all'impossibilità di ogni evento
è sopraggiunto improvviso un cambiamento violento

perchè dal suo arrivo è avvenuta una rivoluzione
che è cominciata con una morte ed una resurrezione
con grande pazienza e poche parole
mi ha dimostrato cosa significa "amore"

lei è la finestra che si è spalancata nelle mie svogliate abitudini
scacciando gli spettri e le ombre, irradiando i miei angoli ermetici
ora che so quanto abbia bisogno delle mie attenzioni
sto imparando ad accettare le mie miserie, i miei errori.

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Il mio specchio

Io sono nato in un mondo che non mi rappresentava
un mondo che era altro dal mio pensiero
io sono cresciuto in un mondo che aveva ripudiato la saggezza
io morirò in un mondo che sarà il mio specchio.


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Il digiuno

C'è stato un tempo in cui il mio sogno era speranza
uguale alla libertà di alzarsi e cantare in un giorno di sole
quando il desiderio nasceva dalla voglia di essere felice nel mondo
di conquistare un traguardo e magari fermarsi fiero ad ammirarlo
ma ora che non c'è più nulla per stare seduti a fantasticare
bisogna invertire la rotta di questa nave "Destino"
perchè l'orizzonte lungo il nostro cammino non è per niente sereno
dobbiamo ricostruire il palcoscenico della vita
perchè è andato in malora, corroso dai tarli, piegato dalle pioggie
le nostre generazioni si devono votare al sacrificio per il bene futuro
perchè da troppo ne siamo a digiuno
è arrivato il momento di licenziare i giorni senza volontà di cambiamento
è arrivato l'attimo preciso in cui dobbiamo scegliere se essere o morire
è giunta l'ora di ricominciare da capo.

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Il mio potenziale


Mi accorgo che non è ancora espresso
in modo funzionale il mio potenziale
mi incuriosisce sapere quale sia
la massima vetta a cui posso arrivare

cimentarmi nell'agonismo della vita
è qualcosa che ambisco concretizzare
mi sento come uno che ha pisciato sui propri fiori
non sapendoli annaffiare

sto concentrando ogni mia cognizione
per un bene a mio parere solo ideale
ma io credo in dio e nel suo disegno
e mi diverto quando lo devo interpretare

per ora sto tranquillo nel mio guscio
ma presto un nuovo sisma mi farà rialzare
e dovrò appoggiare tutto il peso delle circostanze
sulle mie ginocchia gracili da rifare

sono acuto e riflessivo prudente ed istintivo
ho caratteri forti e mi sforzo di amare
aggrapparmi alla ragione è un'abitudine
che prima o poi dovrò decidermi a lasciare.